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Inquinamento Indoor: una Minaccia Invisibile ma Letale

Siamo sempre più attenti a ciò che mangiamo, alla continua ricerca di una vita “green”, eppure, nonostante l’attenzione alle tematiche del benessere, spesso sottovalutiamo i rischi associati all’inquinamento indoor: uno dei primissimi fattori di malattia e morte.

Una minaccia subdola che si insinua nei luoghi che crediamo più sicuri.

Spesso non ci pensiamo ma l’aria che respiriamo all’interno di case, automobili, uffici, aule scolastiche, sale d’aspetto, palestre, ristoranti e tutti gli ambienti chiusi dove trascorriamo oltre il 90% della nostra vita, è mediamente 5 volte più inquinata di quella esterna.

Ciò è dovuto al fatto che l’aria presente all’interno degli edifici contiene le stesse sostanze che ammorbano l’aria cittadina, alle quali, però si aggiunge un variegato esercito composto da virus, batteri, parassiti e da centinaia di molecole nocive sprigionate da prodotti per la pulizia della casa, disinfettanti, solventi, deodoranti, candele profumate, fornelli a gas, ma anche da mobili, tappeti, tendaggi, pitture, materiali da costruzione e molti altri elementi di uso quotidiano.

Come se tutto questo non fosse abbastanza, i sistemi di climatizzazione non fanno altro che intensificare il problema, favorendo l’accumulo di sostanze non salutari.

Una minaccia che da decenni si cerca di neutralizzare tramite purificatori d’aria, ionizzatori, ozonizzatori ed altre tecnologie di vecchia generazione: blandi palliativi, spesso essi stessi parte integrante del problema.

E tu, che aria respiri?

Per capire la portata del fenomeno che stiamo analizzando e combattendo, le persone che attualmente muoiono per malattia sono ogni anno 47 milioni delle quali il 32% (ben 15 milioni) sono affette da malattie infettive.

Un trend in costante crescita, complice il costante aumento di eventi pandemici nel mondo e di microrganismi patogeni divenuti nel corso degli anni resistenti ad ogni cura: i superbatteri.

Agli inizi del ‘900 una persona su ottomila si ammalava di cancro, oggi, secondo l’AIRC (fondazione per la ricerca sul cancro) nel corso della vita, se lasciassimo inalterate le nostre abitudini, circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerebbe di tumore.

Una malattia che avanza al ritmo di oltre 1000 nuovi casi ogni giorno.

In Italia, ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie che spesso sfociano nello sviluppo di asma bronchiale: le morti associate a questa malattia sono circa 180 mila ogni anno.

Dati che fotografano una realtà impietosa: mai come oggi, la nostra salute è minacciata da decine di agenti infettivi, inquinanti e allergenici che inaliamo e ingeriamo senza soluzione di continuità dall’infanzia alla vecchiaia.

Anche negli ambienti che crediamo più sicuri.

Il responsabile?

Un nemico subdolo e insidioso, una nebbia invisibile ma nociva, che ci avvolge costantemente e penetra nei polmoni, nel sangue e negli organi interni.

Gli esperti lo chiamano inquinamento indoor: un mix di agenti nocivi di origine virale, batterica, chimica, biologica e allergenica che respiriamo a casa, sul lavoro, in macchina e in molti altri luoghi chiusi.

Dai dati che ci fornisce l’OMS l’inquinamento indoor rappresenta la quarta causa di morte (circa 4.300.000 l’anno) e il primo fattore ambientale di malattia.

Parliamo di un rischio enorme che il più delle volte non viene prevenuto, perché non percepito, presentandosi inodore o mascherato da piacevoli profumi.

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