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Prevenire i rischi, utilizzare i dispositivi di protezione personale, mettere in pratica le buone pratiche della disinfezione e della sterilizzazione, ecco i temi che vengono trattati in quest’area, perchè la sicurezza dei medici, degli operatori e dei pazienti, oltre ad essere una priorità è un argomento che ci sta molto a cuore.

Lo studio dentistico, è luogo ideale per la diffusione e la trasmissione di malattie infettive, e solo un corretto uso dei disinfettanti ed il rispetto di corretti protocolli di disinfezione possono garantire il controllo e l’abbattimento del rischio biologico.

In quest’area a cui abbiamo dato il nome di  “Prevenzione Consapevole”,  che dedichiamo a tutti gli operatori sanitari, abbiamo voluto dare il nostro contributo proponendo una selezione di informazioni utili al perseguimento di questo risultato.

DISINFEZIONE DELL'ARIA

L’utilizzo di turbine, micromotori, detartratori ad ultrasuoni che impieghino l’acqua come mezzo di raffreddamento, causa la formazione di aerosol contenenti goccioline nebulizzate di sangue e saliva.

Questa nube, che investe direttamente l’operatore, l’assistente, il paziente stesso, riesce a diffondersi in un raggio di circa due metri.

Una coltre di micro particelle che dopo essere rimasta in sospensione nell’aria fino a 24 ore, si deposita, contaminando tutte le superfici esposte.

Associati all’insorgenza di infezioni dell’apparato respiratorio, i microrganismi presenti negli aerosol, se inalati possono provocare epatiti, tubercolosi, infezioni oftalmiche e dermatologiche.

Se l’80% dei batteri aerobi ed anaerobi  viene intrappolato nelle prime vie aeree (cavità nasali, faringe, bronchi) il rimanente 20% penetra più in profondità (bronchioli terminali ed alveoli) dove l’assenza dell’azione mucociliare predispone ad una potenziale patogenicità del microrganismo.

DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

Nonostante lo studio dentistico debba essere considerato come un’area ad elevato rischio biologico e luogo ideale per la diffusione e moltiplicazione batterica, non sempre viene trattato come tale.

Le procedure di disinfezione, sebbene regolarmente svolte, raramente sono organizzate all’interno di un protocollo di disinfezione condiviso e standardizzato.

Oggi, un rischio infettivo a carico di medici ed assistenti di circa sei volte superiore rispetto alla popolazione generale, la comparsa di nuove modalità di infezione e di ceppi batterici multi resistenti, il riemergere di patologie infettive che si ritenevano ormai definitivamente domate, rendono più che mai necessaria l’applicazione di procedure di disinfezione standardizzate e una maggiore consapevolezza in merito a caratteristiche, limiti e potenzialità dei principi attivi maggiormente diffusi.

PROTOCOLLO E PROCEDURE SANITARIE

ANTISEPSI MANI

Il concetto di sterilizzazione è andato modificandosi nel corso degli anni con l’aumentare delle conoscenze scientifiche e lo sviluppo tecnologico.

Se inizialmente si riteneva che il passaggio dei materiali all’interno della camera dell’autoclave potesse garantire l’assenza di proliferazione di germi, studi più recenti hanno evidenziato come il risultato finale fosse in buona parte subordinato al buon funzionamento delle apparecchiature e all’applicazione di corrette procedure operative.

Poiché le variabili capaci di compromettere il buon esito del processo possono essere molte, è importante che ogni singola fase del protocollo di disinfezione e sterilizzazione sia eseguita con la massima attenzione al fine di ridurre il più possibile il rischio di compromettere il buon risultato finale.